Comincio io a tirare qualche sasso nello stagno. Non pretendo di dire la verità, ma solo di innescare qualche idea. Criticate pure!!
Faccio alcuni esempi su quali dovrebbero essere i contenuti del PE.
- Secondo me, per essere un “progetto” e non chiacchiere, potrebbe contenere un progetto concreto, da perseguire con tutto il Gruppo (sparo, come esempi: Progetto Brasile, fondare un nuovo Gruppo, aprire un'unità per stranieri, aprire i Castorini, spostare la sede del Gruppo...).
- Oppure deve porsi l'obiettivo di modificare in modo permanente la nostra azione educativa (es., sparo ancora: creare un unico modo di programmare l'attività dell'anno, rendere coerenti le cerimonie delle varie unità, creare un libretto che segua lo scout dalla promessa alla Partenza, con riportato tutto quello che ha fatto, rafforzare la coscienza dell'importanza della sessualità nei Capi, in modo che siano capaci di presentarla, DA ORA IN POI, nella loro azione educativa, sviluppare un modo innovativo di relazione con i genitori...).
- Oppure dovrebbe stabilire delle procedure o modalità organizzative da seguire: (es., sparo sempre: rafforzare molto lo staff di Reparto, stabilire ruoli e funzioni dei Capi a disposizione, istituire una commissione che curi i rapporti con le Parrocchie…)
Il risultato non dovrebbero essere, secondo me, dei punti “interbranca” (= da sviluppare parallelamente in tutte le branche, in un anno), che andando bene a tutti, non sono adatti a nessuno. Questo, oltre a rappresentare un’ottica molto limitata, ha poco significato educativo, anche perchè svilupperemmo solo in questo momento, senza distinguere l'età di chi li vive, certi temi, mentre è necessario farli vivere a ciascuno nell'età giusta.
Esempio: se vediamo che i ragazzi hanno poco il senso della manualità, che senso ha, per un anno, farli lavorare come matti, per poi tornare come prima, oppure concentrare le attività solo sulla manualità, trascurando, magari, la strada o la natura?
Occorre invece approfondire il tema in CoCa, sperimentare attività adatte alle branche e stabilire modalità che ci consentano, DA ORA IN POI, di sviluppare maggiormente la manualità in modo progressivo in tutte le branche. Questo può valere per tutti gli altri temi che sono stati tirati fuori: essenzialità, accoglienza, fede.
Un pericolo è fare confusione tra le finalità (sostanzialmente i 4 punti di BP), che sono le caratteristiche dell’Uomo/Donna della Partenza, e gli strumenti metodologici per raggiungerle, che sono tipici delle branche, pur se paralleli tra di esse. Gli obiettivi del PE devono riguardare i primi o i secondi? Secondo me solo i primi.
Inoltre l’educazione scout funziona solo se è globale, a 360° e se è verticale. Se gli obiettivi perseguono un appiattimento solo su alcuni punti o sono uguali per tutti, di fatto scardinano i principi fondamentali dello scoutismo.
Le staff dei Branchi Roccia Azzurra e Cuore Ardito, in seduta comune, ha evidenziato le seguenti emergenze:
1. Difficoltà di relazione, ovvero:
- non danno peso o il giusto significato alle parole
- faticano ad esprimere la loro opinione nel gruppo;
2. Mancanza di Autonomia, ovvero:
- l'incapacità di autogestirsi che si manifesta particolarmente nella difficoltà di svolgimento delle attività manuali;
3. Importanza del rapporto con i genitori, ovvero:
- pur riconoscendo la difficoltà di mantenere rapporti con i genitori, i VV.LL ritengono di grande importanza tale aspetto perché permette loro di conoscere meglio i singoli lupetti nonché di sperare in una maggior collaborazione da parte dei genitori nello svolgimento dell’attività;
4. Difficoltà di adattarsi ovvero:
- dinnanzi a piccole o grandi novità la strada preferita sembra quella del rifiuto e spesso l’idea anche solo di provare non li sfiora minimamente
- non trovano "il piacere" in ciò che fanno.
Progetto educativo